mercoledì 15 aprile 2026

Gentili progettisti

Ma voi, il treno, lo prendete?

Perché, per carità, i posti per le valigie ingombranti e i passeggini sono necessari ma lo sarebbero di più cappelliere che riescano a contenere gli zaini con cui ormai viaggiamo al 70%, soffitti un pochino più alti dove almeno noi diversamente alte 1 metro e 62 non picchiano la testa e soprattutto tanti, tantissimi appigli.

Una frenata, uno scambio sono sempre "dietro l'angolo" e, sebbene puntellata sul soffitto, non mi sento tanto sicura. 

Per non parlare di micro gradini, scovolini, pedanine, piani inclinati che minano ulteriormente il già precario equilibrio dei poveri pendolari.

Sempreché i disegni non siano stati eseguiti dall'onnipresente e onnisciente "competente" ministro preposto, che conta sulla sopravvivenza della specie.

P.s.: anche un po' di ventilazione non mi dispiacerebbe.

giovedì 15 gennaio 2026

Il guasto viaggia sui binari

Venerdì un imbecille ha divelto le barriere di un passaggio a livello a Parabiago e sono andata a prendere il pargolo due a Canegrate. 

Sabato non avevo bisogno dei treni ma gli alert mi accusavano di problemi a Legnano.

Lunedì il pargolo due non è andato a scuola perché verso Varese i treni si fermavano a Milano Certosa per un guasto.

Stamattina, venerdì, i treni verso Milano hanno mediamente mezz'ora di ritardo per un guasto a Gallarate.

Siamo solo a giovedì. Fate voi.

giovedì 9 ottobre 2025

Solidamente

Passano gli anni ma le teste non migliorano.

Abbiamo l'intelligenza artificiale e la stupidità umana.

Treno pieno. Ma in piattaforma. Bei corridoi ci si sta anche comodamente. Se si può dire comodamente in piedi e senza maniglie. Perché i progettisti hanno sostituito semplici archi di metallo da afferrare solidamente con piastre di design che non si possono impugnare.

Mi sa che il treno rimane lo sposta poveri per eccellenza.

mercoledì 2 luglio 2025

Punti di vista

O P.O.V., come si dice ora.

Solo che li cambia la stessa entità a seconda della situazione.

Se cancellano i treni o li accorciano, anche senza motivazioni, dichiarano che si tratta di "rimodulazione di offerta commerciale".

Se un qualunque poveraccio decide di farla finita o se qualcuno blocca i treni per protesta, si tratta di interruzione di pubblico servizio.

Se è colpa loro, però, si scusano per il disagio.

Educatissimi.

mercoledì 11 dicembre 2024

Testardaggine

Stamattina il treno ha frenato lungo, tutti sull'ultima carrozza, salgono, si piantano cretinamente in piattaforma, anzi, sulla porta. Spingo e sfondo il muro, voglio salire al piano superiore. Uno non si sposta, lo prendo dentro e non mi dispiace. Io e una anonima compagna abituale di viaggio ci scambiamo amaramente il buongiorno e salgo, un altro infastidito dal mio passaggio mi bofonchia addosso "è pieno" ma replico "non il corridoio". Arrivo in fondo e mi siedo. 

Il treno non era ancora partito da Vanzago

martedì 22 ottobre 2024

Perfidia

 La riflessione di oggi non è sul ritardo di quindici minuti accumulati in diciotto di percorso.

E nemmeno sull'inesistente treno successivo.

Neppure sulla carenza di posti a sedere.

Oggi riflettevo sulla perfidia dei progettisti, che mi hanno "regalato" nuovi dolori da postura, oltre ai miei.

Ero in piedi, in un ristretto spazio vitale degno di Jaffar (guardare Alladin di Walt Disney) ed ero più storta del Gobbo di Notte Dame grazie a un pavimento pieno di micro gradini e discesine, non riuscivo ad avere le piante dei piedi né parallele né in piano, da poter acquisire un minimo di equilibrio visto che di appigli non c'è l'ombra e non è carino abbarbicarsi a perfetti sconosciuti.

Intorno a me, nuove generazioni di ragazzi sono costretti a ripiegarsi come origami perché l'altezza dei corridoi forse arriva a un metro e novanta (mi ci blocco io a palmo aperto!). I sedili, in compenso, sono sufficientemente alti perché io possa dondolare le gambe.

Soprassediamo sui sempre più rari ripiani sopra i sedili, detti cappelliere, dove ci può stare al massimo un basco.

Compi spesso il viaggio (della speranza?) alla cieca, nel senso che non ci sono finestrini  (e spesso nemmeno gli annunci, devi sperare di saper contare le fermate) nei corridoi e anche in certe zone e gli altri sono sovente imbrattati da vandali che si credono Picasso.

Mi sembrava di aver fatto un viaggio indietro nel tempo, quando il tragitto pancia di Ettore - tette della sottoscritta era all'ordine del giorno.

martedì 17 settembre 2024

Passa il tempo, nulla cambia

Sono su un S5 da Varese per Treviglio, anzi no, per porta Garibaldi. 

Il treno ha 100 minuti di ritardo e l'ho preso a Rho.

La gente è cementata davanti alle porte.

Biciclette e monopattini hanno copulato e si sono riprodotti.

Il sapone è un optional 

I finestrini sono a vetro unico.

Però adesso a Rho Fiera ho trovato da sedere.