Tra i tipi da treno, sempre più spesso trovo l'imperturbabile.
Lui ha le gambe lunghe, siede lato corridoio e il posto libero è accanto al finestrino? non si sposta, è indifferente alla tua voglia/necessità di sederti e sei costretta a fare la gimcana, scavalcando le sue ginocchia con uno slancio degno della Parisi degli anni '70.
Il posto libero è di fronte a lui? Le sue ginocchia rimangono immobili, ad una distanza che tu non sai davvero dove incastrare le tue.
Hai una borsa e la cappelliera non c'è o è strapiena dei suoi effetti personali? Cavoli tuoi, viaggia più leggera perché la tua borsa urta il suo pc portatile e lo infastidisci.
Unico vantaggio è la sua faccia priva di espressione quando parli con la tua compagna di viaggio che sta seduta nell'altro gruppetto di sedili, sia tu che lei accanto al finestrino, e tutto il vagone sa i fatti vostri.
Avventure e, più spesso, disavventure, di una pendolare spesso ospite e a volte ostaggio delle ferrovie
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sabato 6 aprile 2019
mercoledì 31 ottobre 2018
Senza tregua
Questa settimana sono in ferie, quindi non patisco le cancellazioni e i ritardi mostruosi sulla linea S5 che, comunque, non sono esclusiva della Varese-Treviglio.
Ma ho un figlio che va a scuola a Rho e usa il treno. O lo vorrebbe usare. Ma sta insistendo per fare il patentino e comprare la moto.
Non è possibile che tutti i santi giorni accumuli almeno 15 minuti di ritardo o cancellazioni a raffica.
Nei mesi estivi, patiamo le riduzione di corse e carrozze per fantomatica manutenzione ma a settembre i guasti ai treni si susseguono imperterriti, con conseguenti ritardi, limitazioni di percorso e cancellazioni.
A questi, vanno aggiunti i guasti "di competenza RFI", nel classico gioco "non è colpa mia, non mi compete" agli impianti, che bloccano linee sature di treni e pendolari.
Qualcuno inneggia al terzo e quarto binario tra Rho e Parabiago, come panacea a tutti i mali. Che magari un po' di sollievo lo potrebbe pure dare. Ma quando il guasto è a Pioltello, Segrate, nel passante o a Busto, a chi o a che giovano due binari in più da manutenere? Non è che vuoi un corridoio di sorpasso, tu che benefici di treni diretti o più o meno tali e con cadenza non certo a 30 minuti, lasciando ai poveri mentecatti che abitano in località minori il totale disagio?
Mancava il personale, e pare manchi ancora, i treni non ce la fanno, i binari non ce la fanno, le linee elettriche non ce la fanno. Il baraccone delle Ferrovie dello stato in tutte le sue coniugazioni non ce la fa. Il disservizio pubblico è alla frutta.
Ma ho un figlio che va a scuola a Rho e usa il treno. O lo vorrebbe usare. Ma sta insistendo per fare il patentino e comprare la moto.
Non è possibile che tutti i santi giorni accumuli almeno 15 minuti di ritardo o cancellazioni a raffica.
Nei mesi estivi, patiamo le riduzione di corse e carrozze per fantomatica manutenzione ma a settembre i guasti ai treni si susseguono imperterriti, con conseguenti ritardi, limitazioni di percorso e cancellazioni.
A questi, vanno aggiunti i guasti "di competenza RFI", nel classico gioco "non è colpa mia, non mi compete" agli impianti, che bloccano linee sature di treni e pendolari.
Qualcuno inneggia al terzo e quarto binario tra Rho e Parabiago, come panacea a tutti i mali. Che magari un po' di sollievo lo potrebbe pure dare. Ma quando il guasto è a Pioltello, Segrate, nel passante o a Busto, a chi o a che giovano due binari in più da manutenere? Non è che vuoi un corridoio di sorpasso, tu che benefici di treni diretti o più o meno tali e con cadenza non certo a 30 minuti, lasciando ai poveri mentecatti che abitano in località minori il totale disagio?
Mancava il personale, e pare manchi ancora, i treni non ce la fanno, i binari non ce la fanno, le linee elettriche non ce la fanno. Il baraccone delle Ferrovie dello stato in tutte le sue coniugazioni non ce la fa. Il disservizio pubblico è alla frutta.
domenica 10 gennaio 2016
Nebbia
Stavolta giù dal treno ma in casa.
Dalle finestre, vedo i binari, sento i treni sferragliare, mi chiedo che faranno le persone che ci viaggiano, che merci trasportano i container o i silos chiusi, a quale mercato sono dirette le auto e i furgoni caricati sulle bisarche.
Stamattina la nebbia era così fitta che si è no si sentivano i treni che transitavano.
Dalle finestre, vedo i binari, sento i treni sferragliare, mi chiedo che faranno le persone che ci viaggiano, che merci trasportano i container o i silos chiusi, a quale mercato sono dirette le auto e i furgoni caricati sulle bisarche.
Stamattina la nebbia era così fitta che si è no si sentivano i treni che transitavano.
domenica 26 aprile 2015
Nuovi orari
Da oggi nuovi orari sulla linea del passante.
Arrivo a Milano Porta Garibaldi cinque minuti dopo e partenza da Milano Porta Garibaldi cinque minuti prima.
Così risolvono il problema dei cinque minuti cronici di ritardo giornalieri.
Sperando che bastino per la discesa e la salita dei fiotti di gente a Rho fiera Expo Milano 2015.
Cinque giorni di prove tecniche di trasmissione con già numerosi disguidi il primo.
Incrocio le dita.
sabato 11 aprile 2015
Generi - lo sgomitino
I viaggiatori abituali e non, pendolari, si dividono inevitabilemente in "generi".
Ricorrenti. A volte fastidiosi. A volte divertenti.
Da oggi, sempre a sentimento perché qui racconto quando mi va, un elenco di "personalità ferroviarie" che mi colpiscono quando viaggio.
Lo sgomitino
E' quello che, quando il treno si sta fermando, aggancia più o meno visivamente la porta che pensa sarà "quella buona" e se hai avuto tu la fortuna di capitarci davanti, lui riesce ad intrufolarsi e, gomiti all'infuori, te lo ritrovi con i suoi capelli davanti alla tua faccia.
Rischi a volte qualche livido o ferita, perché probabilmente ha dei sassi o dei coltelli agganciati proprio al gomito e non c'è verso: una volta conquistata la posizione, non lo passi nemmeno se lo cerchi di superare in qualche modo. Devi solo aspettare che abbia scelto il sedile o la posizione a lui consona. E rassegnarti.
domenica 15 marzo 2015
Sciopero
Rischiare la sorte e prendere il treno o no? Oggi non c'è nemmeno fascia di garanzia e vorrei andare andare in fiera...
Certo che sarebbe bello sapere perché scioperano.
Certo che sarebbe bello sapere perché scioperano.
mercoledì 7 gennaio 2015
Treni e film
Ieri riguardavo "Segni particolari, bellissimo", film del 1983 con Adriano Celentano (Mattia) e Federica Moro (Michela).
Ad un certo punto, Michela viene ricontattata da Mattia per impersonare la figlia che deve approvare la nuova fidanzata in odore di matrimonio. L'appuntamento è in stazione e Michela scende da un treno. Lo guardo. E' una carrozza ad un piano, con due porte a soffietto, come quelle sulle quali salgo almeno una volta a settimana. Certo, quella era grigiastra mentre quelle di oggi fuori sono bianche, verdi e azzurre (ruggine e imbrattamenti a parte) ma so bene che è solo una mano di vernice a ricoprire un vecchiume di oltre trent'anni.
mercoledì 31 dicembre 2014
Abbonamento
Oggi è l'ultimo giorno dell'abbonamento annuale 2014, anche se è da mercoledì scorso che non lo uso.
Visti i continui disservizi, la tentazione di non rinnovarlo per il prossimo anno (già da venerdì dovrò riutilizzare il treno per andare a lavorare) è fortissima.
Ogni tanto penso allo "sciopero degli abbonamenti" ma so bene che non avrebbe che effetti controproducenti, perché i servizi vengono tarati sul numero di biglietti venduti. Quindi, meno vendite, meno servizi. Considerati anche i pressoché inesistenti controlli a bordo, chi potrebbe "certificare" chi ha pagato o quanta gente effettivamente utilizza il treno, ops, il carro bestiame per muoversi?
Vedremo che cosa ci riserverà quest'imminente 2015 e quest'ingombrante Expo ormai alle porte.
Buon Anno!
domenica 21 dicembre 2014
Abitudini
Con gli anni, sono cambiate le abitudini dei viaggiatori di breve o medio/lunga percorrenza, oltre che le carrozze.
Se oltre vent'anni fa viaggiavo in carrozze divise in scompartimenti, con corridoi esterni nei quali potevi sperare di trovare posto sui seggiolini, erano divise in "fumatori" e "non fumatori", si attaccava spesso bottone e, d'estate, si viaggiava coi finestrini spalancati (a metà), dai quali passavi anche i bagagli voluminosi per far presto, oggi gli open space sono arrivati sui treni per pendolari di lusso (frecce biancherosseargento) o di bassa lega (treni alta frequentazione), i finestrini sono sigillati anche quando l'aria condizionata non funziona o il riscaldamento ti sta trasformando in un brasato, non si fuma da nessuna parte e i passeggeri in crisi d'astinenza non hanno ancora messo il secondo piede sul marciapiede che hanno già bruciato mezza sigaretta, le chiacchiere sono ridotte quasi a zero dalle nuove generazioni, concentrate sulla musica a palla sparata da cuffiette invisibili o enormi nelle loro orecchie, su film visti su tablet, pc portatili, smartphone.
Sono praticamente sparite le carte da gioco, resiste qualche quotidiano cartaceo, rare parole crociate, sparuti libri con le pagine da girare con una leccata di dita, riappaiono hobbies femminili: uncinetto, lavori a maglia, ricamo, cucito creativo (io faccio parte di questa categoria), che però continuano a stupire, oggi come nel 1987, quando molti degli odierni compagni di viaggio non erano ancora nati.
domenica 30 novembre 2014
Albori
Questo blog nasce oggi, in un uggioso 30 novembre, alle porte di Milano ma è come se fosse nato quasi ventotto anni fa a quattrocento chilometri da qua, quando pensai: "Avrei proprio voglia di fare un viaggetto in treno".
E come una preveggenza, vinsi un concorso che mi dette la possibilità di viaggiare per poter lavorare.
Già il corso neoassunti in Toscana, prima a Prato e poi a Siena, testò la mia capacità di adattamento al viaggio in treno, con una quantità di cambi e di ore di percorrenza al limite del surreale.
Poi la destinazione nella laboriosa Lombardia e il pendolarismo da fine settimana, emigrante della media percorrenza in tempi dove l'alta velocità era ancora da venire (beh, in direzione di Udine deve ancora arrivare adesso!).
Infine un trasferimento dalla città al suo hinterland e il pendolarismo quotidiano, fatto di avventure e più spesso di disavventure.
Quelle che cercerò di fissare qui, come più volte mi è stato suggerito - anche recentemente - da alcune persone.
Per riderci su ma anche per riflettere e, magari, far riflettere.
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