venerdì 21 agosto 2015

Scorci di vagone

Tre ragazze accanto a me guardano/giocano/chattano/navigano ciascuna con il proprio smartphone.
Il signore di fronte russa sommessamente.
Alle mie spalle, una nonna intrattiene un nipotino assai sveglio e curioso, incurante alla richiesta "non sei stanco? non vuoi dormire?" "noooo, dove siamo, nonna? guaRda il tReno giallo! guaRda come va veloce quel tReno! Stazione di poRta gaRibaldi, nonna, guarda quanti tReni!!!"
E io ricamo sorridendo e pensando a quando IO intrattenevo i miei figli, ormai abituati ma non meno stupiti.

giovedì 13 agosto 2015

Sicurezza

Oggi pomeriggio è passato il controllore (la controllore, visto che era una donna), accompagnato nell'esercizio del suo dovere dalla nuova sicurezza sul treno, due guardiaspalle di colore.
Li hanno scelti di colore perché quando eravamo bambini ci spaventavano con la storia dell'uomo nero?

mercoledì 12 agosto 2015

Ritardi agostiani

Nonostante tutto, ci riescono quotidianamente a far casino. Non c'è un treno, mattina, pomeriggio o sera, che riesca ad essere puntuale.
Basta uno, ma almeno un minuto in più ce lo mette sempre e comunque.
E per il caldo, e per la pioggia, e per l'investimento, e per le ferie, e sachiccessia per...

mercoledì 1 luglio 2015

Sarà la precettazione?

A far male si fa peccato... diceva qualcuno.
Quotidianamente ci sono disagi, soppressioni, ritardi, guasti. Il tutto condito abbondantemente di carenza di informazioni, per non dire di assenza.
Oggi.
Prima di uscire dall'ufficio controllo le "breaking news" e tutto risulta regolare. Sono le 14.40.
Arrivo in bicicletta in Stazione Porta Garibaldi e il tabellone al binario 20 riporta che il treno delle 14.32 ha 30' di ritardo. Quello delle 15.02 (che prendo di solito) solo 10'.
Percorro il sottopasso che scorre sotto i venti binari, scendo al secondo livello sotterraneo, quello del passante, e il tabellone visualizza 40' di ritardo. Quello successivo ancora 10'. In quattro minuti di percorrenza.
Dopo altri 10 minuti, sono rispettivamente 50' e 20'.
Arriva.
Saliamo.
I passeggeri saliti alle fermate precedenti ci avvisano che il treno terminerà la corsa a Milano Certosa e che "troveremo immediata corrispondenza per Varese al binario 6, stesso marciapiede" con il 23046 (quello delle c.d. 15.02). Comunicazione non fatta nelle stazioni ma sul treno.
Ovviamente l'immediatezza è relativa. Di mezzo, è passato un Novara.
I 20' sono diventati 32'.
Chissà perché succedono questi disagi quando precettano i ferrovieri per via dell'expo se proclamano uno sciopero. E si va verso il periodo estivo, dove gli scioperi non possono essere proclamati in una determinata fascia di date.
Viva la comunicazione. Oltre a tutto il resto.

mercoledì 24 giugno 2015

Stranezze

Le breaking news davano i treni puntuali e regolari.
I treni viaggiavano con mediamente 25 minuti di ritardo.
Il sito my-link non riconosceva più nessun treno dal cellulare e diceva "momentaneamente fuori servizio" dal pc da quattro o cinque giorni.
Ha ripreso a funzionare.
Gli annunci non si fanno più in stazione.
Sul treno una spataffiata lunga da Rho Fiera Expo Milano 2015 a Rho per ricordare - in modo stentoreo - tutto quanto devono fare i passeggeri in termini di biglietti, sanzioni, biglietti obbligatori per biciclette e cani di media e grossa taglia (chi stabilirà poi la taglia dei cani, non si sa), obliterazione e via dicendo.

lunedì 15 giugno 2015

Sono con loro

Domani andrò al lavoro in auto perché tre sindacati autonomi dei ferrovieri, tra cui l'Orsa, ha proclamato uno sciopero dalle 9 alle 17 per protestare sulla mancata sicurezza sui treni.
Solo perché è difficile conciliare l'orario di ripresa del servizio con gli impegni famigliari non utilizzerò comunque il treno ma sono d'accordo con le motivazioni perché io per prima non mi sento più sicura ad utilizzarli, spesso nemmeno di giorno.

venerdì 12 giugno 2015

Sicurezza

E poi senti la notizia che un capotreno è stato gravemente ferito mentre chiedeva il biglietto ad alcuni passeggeri.
In una di quelle stazioni dove passi anche tu, due volte al giorno, a volte anche quattro. Non a notte fonda. 
E pensi che potevi essere tu la vittima di un sopruso, di una rapina, di una coltellata diretta a qualcun altro ma che ha perso la strada.
Ti chiedi perché a certa gente sia consentito girare armato. Si chiamano armi bianche e non dovrebbero circolare se la lunghezza delle lame supera le quattro dita di una mano. Anche se a volte bastano anche più corte purché affilate per fare male davvero.
I treni sono quelli che sono perché ci si arrende all'evidente stato di inciviltà imperante, anche perché impunito. Sempreché si riesca a punirla...