Sabato sono andata a Bologna. Con Italo. Che non è il mio fidanzato ma la compagnia che dovrebbe far concorrenza a Trenitalia ma che viene sistematicamente frenata.
Sono arrivata nella rossa con venti minuti di ritardo (devo informarmi se mi spetta qualche rimborso). Al ritorno, ho optato per un tentativo di anticipazione coincidenze, sono scesa a Rogoredo, ho fatto slalom tra gli indecisi che, carichi di valige come emigranti per sempre, occupavano in larghezza e lunghezza scale e corridoi, sono arrivata al binario dove c'era il treno per Bovisa. Fermo. Porte chiuse e lucine rosse tranne la prima dietro la cabina di guida. Non è valsa la corsa, è partito sotto il mio naso. Puntuale.
Il tentativo di anticipare il passante per Varese è sfumato e il Saronno è arrivato quasi in ritardo. Sono arrivata a casa stanca, accaldata, in ritardo anche con l'S5 che comunque avrei preso col tragitto previsto (Centrale-Repubblica a piedi).
La stazione di Rogoredo è brutta, un incrocio nel nulla, un bar, quasi zero panchine per l'attesa. Un fiotto di mendicanti. Non so se ritenterò il colpaccio, la prossima volta.
Avventure e, più spesso, disavventure, di una pendolare spesso ospite e a volte ostaggio delle ferrovie
lunedì 19 giugno 2017
martedì 30 maggio 2017
SportS
Sul treno si fa stretching, addominali, equilibrismo e si pratica, soprattutto l'apnea. In estate o comunque col caldo più che nelle altre stagioni.
Non capisco perché nonostante l'allenamento trentennale non riesca a nuotare con la testa sott'acqua.
Non capisco perché nonostante l'allenamento trentennale non riesca a nuotare con la testa sott'acqua.
martedì 14 marzo 2017
Cause ed effetto
Le cause possono essere molteplici:
- guasto alle infrastrutture (passaggi a livello, scambi, impianti semaforici, ...);
- guasto ad un treno (trenord, trenitalia, altra compagnia ferroviaria);
- intervento medico a bordo (poco importa se molte volte sono le condizioni di viaggio disumane a causare il malore del passeggero di turno);
- condizioni climatiche (caldo, neve, gelo, vento, freddo, pioggia, ...);
- investimento (non di soldi, perché su quelli c'è una decurtazione costante da parte dei gestori);
- problemi di pianificazioni turni del personale (che si ammalano tutti contemporaneamente, soprattutto in certe giornate "clou");
- scioperi (annunciati, revocati, senza adesioni, ...);
- varie ed eventuali (come nelle assemblee di condominio).
Sta di fatto che l'effetto è uno soltanto: viaggiare in treno per recarsi al lavoro o a scuola e sperare di arrivare puntuale è pura utopia.
La colpa? sempre di qualcun altro.
- guasto alle infrastrutture (passaggi a livello, scambi, impianti semaforici, ...);
- guasto ad un treno (trenord, trenitalia, altra compagnia ferroviaria);
- intervento medico a bordo (poco importa se molte volte sono le condizioni di viaggio disumane a causare il malore del passeggero di turno);
- condizioni climatiche (caldo, neve, gelo, vento, freddo, pioggia, ...);
- investimento (non di soldi, perché su quelli c'è una decurtazione costante da parte dei gestori);
- problemi di pianificazioni turni del personale (che si ammalano tutti contemporaneamente, soprattutto in certe giornate "clou");
- scioperi (annunciati, revocati, senza adesioni, ...);
- varie ed eventuali (come nelle assemblee di condominio).
Sta di fatto che l'effetto è uno soltanto: viaggiare in treno per recarsi al lavoro o a scuola e sperare di arrivare puntuale è pura utopia.
La colpa? sempre di qualcun altro.
sabato 4 febbraio 2017
Settimane da pendolari
Ieri sembrava una giornata così, all'insegna dei contrattempi.
La mattina, i passanti avevano ritardi sopra i 20 minuti per un guasto tra Varese e Gallarate e mio figlio è arrivato a scuola in ritardo, probabilmente insieme a me in ufficio a Milano.
Ieri sera sono uscita tardi dall'ufficio: prelevo la bici ma la bici ha la sella altissima e non riesco ad abbassarla.
Mi incammino verso la stazione, cercando di non scivolare sui marciapiedi bagnati.
Arrivo e vedo che il treno che ormai avevo considerato perso è ancora sui quadri e corro a perdifiato lungo tutto il sottopassaggio, scapicollandomi lungo le scale per scendere al passante.
Il treno è già al binario. Salgo e, stranamente, trovo posto a sedere.
Il treno parte. Arriviamo a Lancetti e non partiamo più per mezz'ora a causa dell'ennesimo guasto, stavolta al treno precedente. Meno male avevo il ricamo con me e ho progredito più del previsto.
mercoledì 9 novembre 2016
Freni consumati?
Ieri il treno ha fatto parecchio ritardo.
Probabilmente, aveva i freni consumati, perché il locomotore, che era in coda, si è fermato ben oltre l'accesso alla stazione di Vanzago e i pendolari sono stati costretti a correre dietro all'ultima carrozza, ovviamente stipatissima.
Chiaro che "disporsi" lungo tutto il marciapiede" quando ne occupi un terzo è una presa in giro.
Probabilmente, aveva i freni consumati, perché il locomotore, che era in coda, si è fermato ben oltre l'accesso alla stazione di Vanzago e i pendolari sono stati costretti a correre dietro all'ultima carrozza, ovviamente stipatissima.
Chiaro che "disporsi" lungo tutto il marciapiede" quando ne occupi un terzo è una presa in giro.
venerdì 9 settembre 2016
Benedetti ritardi!
Ieri.
14.12, suona il citofono.
"Come fai ad essere già a casa?"
"Evviva i ritardi dei treni! Quello prima aveva cinque minuti di ritardo a Rho e sono riuscito a prenderlo! Tu che ti lamenti sempre...."
C'è un nuovo pendolare sulla linea S5
14.12, suona il citofono.
"Come fai ad essere già a casa?"
"Evviva i ritardi dei treni! Quello prima aveva cinque minuti di ritardo a Rho e sono riuscito a prenderlo! Tu che ti lamenti sempre...."
C'è un nuovo pendolare sulla linea S5
martedì 23 agosto 2016
Il ciclista
C'è il ciclista turista e il ciclista pendolare.
Il primo spesso viaggia in gruppo ma per fortuna solo in agosto, sennò verrebbe sbattuto giù dai pendolari.
Il secondo viaggia tutto l'anno, sempre più spesso NON si dota di bici pieghevole perché troppo costosa ma di velocipede che ovviamente occupa uno spazio non indifferente, viaggia prevalentemente in orario di punta, parcheggia il veicolo davanti alle porte, impedendo spesso ai pendolari la discesa o salita, non sempre assicura la dueruote in modo tale che alla prima frenata è assicurato l'effetto domino sui disgraziati pendolari che stanno in piedi, a rischio infilzamento di freno e sta seduto un po' in disparte, sugli strapuntini ma tiene d'occhio il mezzo, col terrore che qualcuno glielo sottragga.
E' un temerario perché rischia la vita per mano di chi viaggia in condizioni disperate.
Ovviamente non ha ancora capito che in bici, senza prendere il treno, farebbe quasi sempre più in fretta.
Il primo spesso viaggia in gruppo ma per fortuna solo in agosto, sennò verrebbe sbattuto giù dai pendolari.
Il secondo viaggia tutto l'anno, sempre più spesso NON si dota di bici pieghevole perché troppo costosa ma di velocipede che ovviamente occupa uno spazio non indifferente, viaggia prevalentemente in orario di punta, parcheggia il veicolo davanti alle porte, impedendo spesso ai pendolari la discesa o salita, non sempre assicura la dueruote in modo tale che alla prima frenata è assicurato l'effetto domino sui disgraziati pendolari che stanno in piedi, a rischio infilzamento di freno e sta seduto un po' in disparte, sugli strapuntini ma tiene d'occhio il mezzo, col terrore che qualcuno glielo sottragga.
E' un temerario perché rischia la vita per mano di chi viaggia in condizioni disperate.
Ovviamente non ha ancora capito che in bici, senza prendere il treno, farebbe quasi sempre più in fretta.
Iscriviti a:
Post (Atom)