- il treno 10403 fa parte di Trenord (regionale Arona-Milano Porta Garibaldi);
- il treno 10405 fa parte di Trenitalia (interregionale Domodossola-Milano Porta Garibaldi);
- fanno fermate su stazioni che nel resto della giornata sono servite SOLO dai passanti della linea S5 (Parabiago il primo, Vanzago il secondo);
- le infrastrutture fisiche (binari, scambi, semafori, annunci sonori, display, passaggi a livello, linee aeree e spero di non dimenticare nulla di fondamentale) sono in capo a RFI;
- il treno 10405 viaggia con carrozze vetuste (preistoriche, sarebbe più corretto) marchiate Trenord, quindi Trenord presta i treni a Trenitalia;
- se il primo si guasta, il secondo quasi sempre ferma a Parabiago perché....
- la sala operativa di Trenord chiede la fermata straordinaria alla sala operativa di Trenitalia;
- Trenitalia evidentemente la concede (in virtù di???);
- i passeggeri di Vanzago non riescono a salire sul "loro" treno, prendono quello dopo e arrivano a Milano con quasi un'ora di ritardo perché nessuno in stazione chiede l'autorizzazione a far fare fermate straordinarie ad altri treni o le stesse non sono autorizzate mai, nemmeno dalla sala operativa di Trenord stessa (versione standard della stazione di Vanzago).
Avventure e, più spesso, disavventure, di una pendolare spesso ospite e a volte ostaggio delle ferrovie
lunedì 12 novembre 2018
Competenze
Dunque, riassumiamo:
venerdì 9 novembre 2018
Le dieci scause di questa settimana
Le mie ferie sono terminate e da lunedì sono rientrata al lavoro.
Non percorro una tratta ferroviaria, faccio una via crucis insieme a centinaia e centinaia di persone.
Le cause (o le scuse) sono molteplici anche durante un unico tragitto:
Non percorro una tratta ferroviaria, faccio una via crucis insieme a centinaia e centinaia di persone.
Le cause (o le scuse) sono molteplici anche durante un unico tragitto:
- guasto all'infrastruttura, di competenza di RFI (scaricabarile)
- guasto ad un convoglio di un'altra impresa (scaricabarile)
- guasto ad un treno (si scusano per il disagio)
- maltempo (mica si può prevedere? allora perché è tutto un'allerta meteo?)
- le porte guaste che rallentano la salita e la discesa dei passeggeri (ma siete sicuri che viaggiamo sicuri se non possiamo scendere in situazioni di emergenza? torna al punto quattro e stai fermo un turno)
- sovraffollamento della linea (chi ha pianificato gli orari?)
- il treno non è stato effettuato, ci scusiamo per il disagio (avevano finito le scuse, o meglio, hanno finito il personale per far partire il treno)
- il treno viaggia in ritardo perché è stato necessario prolungare i tempi di manutenzione (grazie, li fai viaggiare a cottimo! arrivano al capolinea e se hanno 17 minuti per essere "ripuliti"!)
- il treno partirà in ritardo perché in attesa del treno corrispondente (torna al punto 8 a causa del punto 6, vai in prigione senza passare dal via)
- il treno termina a Milano Certosa (il nulla milanese a livello di trasporti) per decisione della sala operativa (Halloween era appena trascorso, hanno deciso di fare (Dolcetto o scherzetto?")
mercoledì 31 ottobre 2018
Senza tregua
Questa settimana sono in ferie, quindi non patisco le cancellazioni e i ritardi mostruosi sulla linea S5 che, comunque, non sono esclusiva della Varese-Treviglio.
Ma ho un figlio che va a scuola a Rho e usa il treno. O lo vorrebbe usare. Ma sta insistendo per fare il patentino e comprare la moto.
Non è possibile che tutti i santi giorni accumuli almeno 15 minuti di ritardo o cancellazioni a raffica.
Nei mesi estivi, patiamo le riduzione di corse e carrozze per fantomatica manutenzione ma a settembre i guasti ai treni si susseguono imperterriti, con conseguenti ritardi, limitazioni di percorso e cancellazioni.
A questi, vanno aggiunti i guasti "di competenza RFI", nel classico gioco "non è colpa mia, non mi compete" agli impianti, che bloccano linee sature di treni e pendolari.
Qualcuno inneggia al terzo e quarto binario tra Rho e Parabiago, come panacea a tutti i mali. Che magari un po' di sollievo lo potrebbe pure dare. Ma quando il guasto è a Pioltello, Segrate, nel passante o a Busto, a chi o a che giovano due binari in più da manutenere? Non è che vuoi un corridoio di sorpasso, tu che benefici di treni diretti o più o meno tali e con cadenza non certo a 30 minuti, lasciando ai poveri mentecatti che abitano in località minori il totale disagio?
Mancava il personale, e pare manchi ancora, i treni non ce la fanno, i binari non ce la fanno, le linee elettriche non ce la fanno. Il baraccone delle Ferrovie dello stato in tutte le sue coniugazioni non ce la fa. Il disservizio pubblico è alla frutta.
Ma ho un figlio che va a scuola a Rho e usa il treno. O lo vorrebbe usare. Ma sta insistendo per fare il patentino e comprare la moto.
Non è possibile che tutti i santi giorni accumuli almeno 15 minuti di ritardo o cancellazioni a raffica.
Nei mesi estivi, patiamo le riduzione di corse e carrozze per fantomatica manutenzione ma a settembre i guasti ai treni si susseguono imperterriti, con conseguenti ritardi, limitazioni di percorso e cancellazioni.
A questi, vanno aggiunti i guasti "di competenza RFI", nel classico gioco "non è colpa mia, non mi compete" agli impianti, che bloccano linee sature di treni e pendolari.
Qualcuno inneggia al terzo e quarto binario tra Rho e Parabiago, come panacea a tutti i mali. Che magari un po' di sollievo lo potrebbe pure dare. Ma quando il guasto è a Pioltello, Segrate, nel passante o a Busto, a chi o a che giovano due binari in più da manutenere? Non è che vuoi un corridoio di sorpasso, tu che benefici di treni diretti o più o meno tali e con cadenza non certo a 30 minuti, lasciando ai poveri mentecatti che abitano in località minori il totale disagio?
Mancava il personale, e pare manchi ancora, i treni non ce la fanno, i binari non ce la fanno, le linee elettriche non ce la fanno. Il baraccone delle Ferrovie dello stato in tutte le sue coniugazioni non ce la fa. Il disservizio pubblico è alla frutta.
venerdì 3 agosto 2018
Faccia da.... abbonato
E' inutile fare le code in biglietteria, imprecare perché il punto vendita non accetta i pagamenti elettronici, tentare di rinnovare l'abbonamento on line, salvare gli screenshot sul cellulare, fare le fotocopie degli scontrini perché la carta chimica sbiadisce.
Stasera è passato il controllore, "biglietti, prego!", mi sono alzata, ho preso la borsa dalla cappelliera, ho estratto il tesserino elettronico e stavo per porgerglielo ma...
"Sì, grazie, ho visto in faccia che è abbonata, non spreco la carica del terminale".
Il prossimo corso sarà di teatro...
Stasera è passato il controllore, "biglietti, prego!", mi sono alzata, ho preso la borsa dalla cappelliera, ho estratto il tesserino elettronico e stavo per porgerglielo ma...
"Sì, grazie, ho visto in faccia che è abbonata, non spreco la carica del terminale".
Il prossimo corso sarà di teatro...
venerdì 15 giugno 2018
E-state
Finestrini sigillati e ventilazione spenta. Sperare nell'aria condizionata sarebbe il top ma rimpiango quei bei finestrini che si aprivano per bene e ti consentivano di respirare un po' di aria. Quanti viaggi fatti con i gomiti che occupavanto tutta la loro largezza, l'aria che ti sferzava la faccia, gli occhi chiusi perché non ce la facevi proprio a tenerli aperti!
Giacchini allacciati, sciarpe che nemmeno in alta montagna a proteggere malandati corpi di gente comodamente seduta al capolinea di partenza mentre tu, nella solita imbarazzante intimità con perfetti sconosciuti, al limite dell'adulterio da tanto sei spalmato sul vicino di viaggio (vicinovicino, eh, sennò non vale!) aneli la molecola di ossigeno che speri di catturare all'apertura delle porte alla prima fermata utile, perché solo il pensiero di socchiudere quello stesso finestrino scaterebbe gli istinti omicidi dei freddolosi che ti guardano sdegnosamente mentre cerchi di reggerti in piedi senza svenire: causerebbe un ulteriore ritardo per rimuovere il tuo cadavere dal treno, ammesso che venga ritrovato prima della discesa al capolinea nello stato di rigor mortis.
Imperterriti, i gestori del treno, che siano Trenord o Trenitalia, si scusano del disagio, tanto è gratis, sono quattro o cinque parole compresi articoli e preposizioni semplici o articolate, particelle pronominali incluse nelle scuse, invitano a prendere il treno successivo (e tu incroci anche le dita dei piedi perché non è necessariamente detto che ci sia) che dimostrerà ancora una volta, in orario di punta, che la compenetrabilità dei corpi è possibile, che Tetris nei primi pc era un gioco da dilettanti, che le compagnie ferroviarie ti offorono un programma fitness incluso nel prezzo del biglietto e dell'abbonamento, che il contratto prevede il trasporto e non il posto a sedere e che tu non viaggi con posto prenotato quindi ti devi organizzare per tempo per arrivare a destinazione in tempo utile ai tuoi impegni, fa niente se speri ingenuamente che trenta minuti di margine siano sufficienti e invece non lo sono proprio quando ne hai più bisogno.
Dovrai sopperire tu, con salti mortali degni del Cirque du Soleil, alle loro incapacità gestionali di manutenzione e organici, ai tagli che loro operano su tutti i fronti, alla non volontà di migliorare un servizio che di spazio, per essere migliorato, ne ha a bizzeffe.
Si pensa che con la chiusura delle scuole calino drasticamente i pendolari, come se tutti i lavoratori facessero tre mesi di vacanza e non necessitassero di un mezzo di trasporto per recarsi al posto di lavoro. Quindi via alle soppressioni programmate con 24 ore di anticipo, oltre ai guasti ai treni e agli impianti per il caldo, perché pare che le nuove tecnologie non tollerino né le temperature invernali polari (zero gradi o pochissimo di meno) o equatoriali estive (trentasette gradi, forse perché i treni e gli impianti sono di genere maschile e si sa che un maschio a 37° è praticamente prossimo ad esalare l'ultimo respiro...).
Forse era meglio quando esistevano le mezze stagioni.
Giacchini allacciati, sciarpe che nemmeno in alta montagna a proteggere malandati corpi di gente comodamente seduta al capolinea di partenza mentre tu, nella solita imbarazzante intimità con perfetti sconosciuti, al limite dell'adulterio da tanto sei spalmato sul vicino di viaggio (vicinovicino, eh, sennò non vale!) aneli la molecola di ossigeno che speri di catturare all'apertura delle porte alla prima fermata utile, perché solo il pensiero di socchiudere quello stesso finestrino scaterebbe gli istinti omicidi dei freddolosi che ti guardano sdegnosamente mentre cerchi di reggerti in piedi senza svenire: causerebbe un ulteriore ritardo per rimuovere il tuo cadavere dal treno, ammesso che venga ritrovato prima della discesa al capolinea nello stato di rigor mortis.
Imperterriti, i gestori del treno, che siano Trenord o Trenitalia, si scusano del disagio, tanto è gratis, sono quattro o cinque parole compresi articoli e preposizioni semplici o articolate, particelle pronominali incluse nelle scuse, invitano a prendere il treno successivo (e tu incroci anche le dita dei piedi perché non è necessariamente detto che ci sia) che dimostrerà ancora una volta, in orario di punta, che la compenetrabilità dei corpi è possibile, che Tetris nei primi pc era un gioco da dilettanti, che le compagnie ferroviarie ti offorono un programma fitness incluso nel prezzo del biglietto e dell'abbonamento, che il contratto prevede il trasporto e non il posto a sedere e che tu non viaggi con posto prenotato quindi ti devi organizzare per tempo per arrivare a destinazione in tempo utile ai tuoi impegni, fa niente se speri ingenuamente che trenta minuti di margine siano sufficienti e invece non lo sono proprio quando ne hai più bisogno.
Dovrai sopperire tu, con salti mortali degni del Cirque du Soleil, alle loro incapacità gestionali di manutenzione e organici, ai tagli che loro operano su tutti i fronti, alla non volontà di migliorare un servizio che di spazio, per essere migliorato, ne ha a bizzeffe.
Si pensa che con la chiusura delle scuole calino drasticamente i pendolari, come se tutti i lavoratori facessero tre mesi di vacanza e non necessitassero di un mezzo di trasporto per recarsi al posto di lavoro. Quindi via alle soppressioni programmate con 24 ore di anticipo, oltre ai guasti ai treni e agli impianti per il caldo, perché pare che le nuove tecnologie non tollerino né le temperature invernali polari (zero gradi o pochissimo di meno) o equatoriali estive (trentasette gradi, forse perché i treni e gli impianti sono di genere maschile e si sa che un maschio a 37° è praticamente prossimo ad esalare l'ultimo respiro...).
Forse era meglio quando esistevano le mezze stagioni.
venerdì 1 giugno 2018
Disagi e indennizzi
Gli abbonamenti di giugno sulla direttrice 40 (linea S5 Varese-Treviglio) beneficiano dello sconto per i ritardi/soppressioni di marzo. Ma gli studenti, che quei ritardi e soppressioni li hanno subiti, no.
Perché con la scuola che termina l'8 giugno non mi sognerei mai di sottoscrivere un abbonamento mensile quando è sufficiente un settimanale più due corse singole.
In passato, quando esistevano i mensili cartacei da compilare a mano, avrei comprato un settimanale, due corse e un mensile scontato che avrei utilizzato a ottobre. Pazienza se anticipavo l'esborso di qualche mese ma tanto, con i tassi di interesse che ci sono in giro, non avrei guadagnato granché ad investire la cifra fino all'inizio di ottobre, e comunque meno del bonus che mi riconoscerebbero.
Oltre il danno, la beffa.
In tutto questo, ci guadagna chi eroga il bonus, credo Trenord.
Per altro, sulla tratta che percorre sia mio figlio che la sottoscritta, il bonus è ridotto al 25% anziché al 30% sugli abbonamenti mensili ma, secondo quanto capisco dal regolamento, scende al 10% del dodicesimo in caso di sottoscrizione di abbonamento annuale, fino ad un massimo del 10% del costo dell'abbonamento stesso. Ma come? io ti anticipo 12 mesi (lo pago di meno ma io mi assumo il rischio di non utilizzo, o se vogliamo vederla diversamente, Trenord, ti finanzio per un servizio che non è detto che mi erogherai) e mi riduci ulteriormente l'indennizzo per tutti i disagi che quotidianamente mi fai subìre?
Perché con la scuola che termina l'8 giugno non mi sognerei mai di sottoscrivere un abbonamento mensile quando è sufficiente un settimanale più due corse singole.
In passato, quando esistevano i mensili cartacei da compilare a mano, avrei comprato un settimanale, due corse e un mensile scontato che avrei utilizzato a ottobre. Pazienza se anticipavo l'esborso di qualche mese ma tanto, con i tassi di interesse che ci sono in giro, non avrei guadagnato granché ad investire la cifra fino all'inizio di ottobre, e comunque meno del bonus che mi riconoscerebbero.
Oltre il danno, la beffa.
In tutto questo, ci guadagna chi eroga il bonus, credo Trenord.
Per altro, sulla tratta che percorre sia mio figlio che la sottoscritta, il bonus è ridotto al 25% anziché al 30% sugli abbonamenti mensili ma, secondo quanto capisco dal regolamento, scende al 10% del dodicesimo in caso di sottoscrizione di abbonamento annuale, fino ad un massimo del 10% del costo dell'abbonamento stesso. Ma come? io ti anticipo 12 mesi (lo pago di meno ma io mi assumo il rischio di non utilizzo, o se vogliamo vederla diversamente, Trenord, ti finanzio per un servizio che non è detto che mi erogherai) e mi riduci ulteriormente l'indennizzo per tutti i disagi che quotidianamente mi fai subìre?
martedì 29 maggio 2018
Abbigliamento da pendolare
Io vorrei anche indossare i tacchi, magari non a spillo e non da 12 centimetri.
Ma giornate come ieri, dove non sai SE riuscirai a tornare a casa, dove metti perennemente in conto che potresti farti tre chilometri a piedi da una stazione che non è la tua per enne motivi, fanno sì che la scarpa da ginnastica sia la soluzione migliore dopo undici ore fuori casa.
Ma giornate come ieri, dove non sai SE riuscirai a tornare a casa, dove metti perennemente in conto che potresti farti tre chilometri a piedi da una stazione che non è la tua per enne motivi, fanno sì che la scarpa da ginnastica sia la soluzione migliore dopo undici ore fuori casa.
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