venerdì 18 agosto 2017

Curiosità misto stupore

In questo agosto afoso e ricco di soppressioni (e fin qui, nessuna novità!), i treni sono molto meno affollati del solito.
Stasera salgo come sempre sulla prima carrozza ma il riscaldamento acceso non mi fa pensare due volte a scivolare nella seconda. Mi siedo vicino ad un paio di borsoni appartenenti ad uno dei pochi passeggeri palesemente autoctoni.
Lui tira fuori il cellulare, inforca gli auricolari e inizia a giocare freneticamente a qualcosa.
Io sfilo gli occhiali (da lontano), tiro fuori il ricamo e inizio a mettere le ultime crocette su una tela che questa volta non gira per il verso giusto.
Di sottecchi, vedo le dita frenetiche scorrere sullo schermo ma noto anche il suo sguardo che alza verso di me e verso quello che stofacendo. Una, due, tre volte.
Siamo a metà del mio viaggio e mi dice "Complimenti per quello che fa!"
Sorrido, ringrazio.
Ognuno prosegue con il proprio intrattenimento.
Arrivo a Vanzago, saluto con un normale "Arrivederci, buon proseguimento" e m risponde con un baldanzoso ciao, tipico dei suoi apparenti trent'anni.
Maschio, suppergiù trentenne, incuriosito e stupito dal punto croce. E nemmeno puzzava a fine giornata! Da segnare sul calendario.

lunedì 3 luglio 2017

Cotti dal sole

Tutta la giornata con disastri sulla linea, cotta dal sole dopo qualche giorno di riposante frescura. Guasti ai treni, agli impianti, marcia la gestione. Da stamattina a tutt'ora ritardi, limitazioni di percorso, cancellazioni per un motivo o per l'altro e mai una misura d'emergenza, che so, trasformare un diretto in un locale dopo che ne hai sopressi due di fila....
La presa in giro del "ci scusiamo per il disagio" che non è mai loro ma solo di chi aspetta qualcosa che non c'è. Con una colpa che non è mai di nessuno.
C'erano le biciclette, sul marciapiede a Rho. Stavo andando dai legittimi proprietari a dir loro che se fossero saliti in sella, sarebbero arrivati prima. O forse ne volevo scippare una solo per arrivare ad un'ora decente a casa.

lunedì 19 giugno 2017

Affidabilità

Sabato sono andata a Bologna. Con Italo. Che non è il mio fidanzato ma la compagnia che dovrebbe far concorrenza a Trenitalia ma che viene sistematicamente frenata.
Sono arrivata nella rossa con venti minuti di ritardo (devo informarmi se mi spetta qualche rimborso). Al ritorno, ho optato per un tentativo di anticipazione coincidenze, sono scesa a Rogoredo, ho fatto slalom tra gli indecisi che, carichi di valige come emigranti per sempre, occupavano in larghezza e lunghezza scale e corridoi, sono arrivata al binario dove c'era il treno per Bovisa. Fermo. Porte chiuse e lucine rosse tranne la prima dietro la cabina di guida. Non è valsa la corsa, è partito sotto il mio naso. Puntuale.
Il tentativo di anticipare il passante per Varese è sfumato e il Saronno è arrivato quasi in ritardo. Sono arrivata a casa stanca, accaldata, in ritardo anche con l'S5 che comunque avrei preso col tragitto previsto (Centrale-Repubblica a piedi).
La stazione di Rogoredo è brutta, un incrocio nel nulla, un bar, quasi zero panchine per l'attesa. Un fiotto di mendicanti. Non so se ritenterò il colpaccio, la prossima volta.

martedì 30 maggio 2017

SportS

Sul treno si fa stretching, addominali, equilibrismo e si pratica, soprattutto l'apnea. In estate o comunque col caldo più che nelle altre stagioni.
Non capisco perché nonostante l'allenamento trentennale non riesca a nuotare con la testa sott'acqua.

martedì 14 marzo 2017

Cause ed effetto

Le cause possono essere molteplici:
- guasto alle infrastrutture (passaggi a livello, scambi, impianti semaforici, ...);
- guasto ad un treno (trenord, trenitalia, altra compagnia ferroviaria);
- intervento medico a bordo (poco importa se molte volte sono le condizioni di viaggio disumane a causare il malore del passeggero di turno);
- condizioni climatiche (caldo, neve, gelo, vento, freddo, pioggia, ...);
- investimento (non di soldi, perché su quelli c'è una decurtazione costante da parte dei gestori);
- problemi di pianificazioni turni del personale (che si ammalano tutti contemporaneamente, soprattutto in certe giornate "clou");
- scioperi (annunciati, revocati, senza adesioni, ...);
- varie ed eventuali (come nelle assemblee di condominio).
Sta di fatto che l'effetto è uno soltanto: viaggiare in treno per recarsi al lavoro o a scuola e sperare di arrivare puntuale è pura utopia.
La colpa? sempre di qualcun altro.

sabato 4 febbraio 2017

Settimane da pendolari


Ieri sembrava una giornata così, all'insegna dei contrattempi.
La mattina, i passanti avevano ritardi sopra i 20 minuti per un guasto tra Varese e Gallarate e mio figlio è arrivato a scuola in ritardo, probabilmente insieme a me in ufficio a Milano.
Ieri sera sono uscita tardi dall'ufficio: prelevo la bici ma la bici ha la sella altissima e non riesco ad abbassarla.
Mi incammino verso la stazione, cercando di non scivolare sui marciapiedi bagnati.
Arrivo e vedo che il treno che ormai avevo considerato perso è ancora sui quadri e corro a perdifiato lungo tutto il sottopassaggio, scapicollandomi lungo le scale per scendere al passante.
Il treno è già al binario. Salgo e, stranamente, trovo posto a sedere.
Il treno parte. Arriviamo a Lancetti e non partiamo più per mezz'ora a causa dell'ennesimo guasto, stavolta al treno precedente. Meno male avevo il ricamo con me e ho progredito più del previsto.

mercoledì 9 novembre 2016

Freni consumati?

Ieri il treno ha fatto parecchio ritardo.
Probabilmente, aveva i freni consumati, perché il locomotore, che era in coda, si è fermato ben oltre l'accesso alla stazione di Vanzago e i pendolari sono stati costretti a correre dietro all'ultima carrozza, ovviamente stipatissima.
Chiaro che "disporsi" lungo tutto il marciapiede" quando ne occupi un terzo è una presa in giro.